La fotografia in Sardegna.

Un amore antico e radicato lega ormai da ormai quasi due secoli la Sardegna e l’arte della fotografia.

Il 13luglio del 1839 l’”Indicatore Sardo” dedicava la prima pagina all’invenzione del dagherrotipo, il primo vero apparecchio fotografico della storia, per poi, negli anni successivi, occuparsi degli sviluppi tecnologici in questo ambito e dell’approdo di svariati fotografi sull’isola.

Il più antico documento fotografico sulla Sardegna conosciuto finora è una serie di 40 stampe da negativo calo tipico datate 1854, a opera del francese Edouard Delessert, reportage per immagini del suo viaggio “Six semaines dans l’Ile de Sardigne”.

Dopo un periodo di sperimentazione, breve ma piuttosto intensa, fra il 1860 e il 1870, nei centri principali dell’isola videro la luce i primi laboratori fotografici, che si occupavano soprattutto di ritrattistica in studio. La prima importante opera fotografica che si distaccò dalla ritrattistica fu la documentazione della costruzione della rete ferroviaria e degli impianti minerari dell’Iglesiente, commissionata al biellese Vittorio Besso, al tempo uno dei più affermati fotografi italiani e convocato apposta per la realizzazione di questa documentazione.

Nei primi decenni del Novecento i laboratori fotografici si erano ormai diffusi in maniera capillare su tutto il territorio sardo e i soggetti d’interesse non si limitavano più ai soli ritratti, ma spaziavano dai paesaggi alle opere d’arte, dall’urbanistica ai siti archeologici. La vera svolta, però, giunse dopo la seconda guerra mondiale con la nascita della fotografia  giornalistica e l’affermazione di una professione nuova: il fotoreporter. Nei primi anni Cinquanta la Sardegna diventa una delle mete più ambite dai reporter di tutto il mondo, con l’italiano Patellani in testa, che si occupava in particolare di tematiche “calde” di quel periodo, quali i processi di modernizzazione e il banditismo.
In questi stessi anni si assiste anche al primo forte impulso fotografico di taglio turistico grazie all’opera dell’italiano Stefani, di Ciganovic e della tedesca Pfältzer.

Ancora oggi la fotografia è una disciplina cardine dell’attività artistica e culturale sarda. In tutta l’isola si organizzano corsi e workshop, e le mostre fotografiche sono fra gli eventi più frequenti e frequentati.