Weekend in Sardegna Autunno in Barbagia, Ovodda

Giunge al termine un’altra trionfale edizione di Autunno in Barbagia.

Questo weekend infatti le Cortes Apertas si concludono alle soglie del Natale 2017 con l’ultimo doppio appuntamento in programma dell’anno: “Bidda De Ispantos, Cantos e Galanias” a Orune, e “Ugrones De Bidda” a Ovodda.

 

Il Pane ‘e Fressa è il nome con cui gli ovoddesi definiscono quello che in altre parti dell’Isola è più conosciuto come Pane Carasau. Viene ancora oggi lavorato utilizzando prodotti di qualità e preparato secondo le ricette tradizionali in modo tale da assicurare la garanzia e l’unicità del prodotto. Questo fine settimana Autunno in Barbagia fa tappa ad Ovodda e in questi due giorni potrete assistere alle fasi di lavorazione e preparazione del pane tipico e ovviamente degustare queste prelibatezze.

 

15 – 16 Dicembre, Ovodda

La natura incontaminata, l’aria pulita, e la bontà del clima sono tra i fattori che hanno contribuito alla felice denominazione di Paese dei Centenari per il numero di anziani che hanno superato i cento anni o che si apprestano a compierli.

 

Ovodda è un paese montano al confine tra le regioni storiche della Barbagia e del Mandrolisai. I suoi territori, che rientrano nel Parco Nazionale del Gennargentu, spaziano dai rilievi meridionali alle valli formate dai fiumi Tino (a ovest), Taloro (a nord) e Aratu (a est). Quest’ultimo scorre nelle vicinanze della località in cui si sono preservati alcuni menhir dove viene chiamato rio Pedras Fittas, nome in sardo di questi monumenti.

 

Le bellezze del suo patrimonio naturalistico lo rendono la meta ideale per gli amanti dell’escursionismo che possono scegliere tra numerosi sentieri alla scoperta di oasi naturali e importanti resti archeologici rinfrescandosi, lungo il camino, alle sorgenti e ai ruscelli che abbondano in tutta l’area.

 

Un paesaggio incantato si offre al visitatore che intraprende la scalata alla vetta di Bruncu Muncinale (1266 m) a sud-est (vicino al confine con Desulo). Da qui si può ammirare il manto verde dei boschi di latifoglie che ricoprono gran parte del territorio: alle foreste di lecci si accostano gli alberi di querce, castagni e roverelle tra cui crescono i tipici arbusti della macchia mediterranea.

 

A sud il Monte Orovole, con le sue cime, Punta Concosu e Bruncu Mealeddu, sovrasta il paese attraversato dal rio Funtanedda (più a nord prende il nome di rio Sapuna Peddes) che a poco più di 1 km a sud-est dell’abitato forma la bella Cascata s’Istracca.

 

I corsi d’acqua sono l’habitat della trota sarda (Salmo cettii) mentre le montagne ospitano daini, mufloni e diversi rapaci come l’astore sardo e l’aquila reale. Non mancano volpi, ghiri, martore, cinghiali, pernici e picchi rossi mentre i cervi sardi, da tempo scomparsi, sono statti reintrodotti.

 

Carpe e tinche abbondano nel lago Cuchinadorza, uno dei bacini artificiali nati negli anni Sessanta con la costruzione delle dighe lungo il corso del fiume Taloro per la produzione di energia idroelettrica. Il paesaggio circostante si caratterizza per la scenografica vallata del Taloro che si unisce a quelle formate dal torrente Tino e dal rio Sapuna Peddes. A est del Cuchinadorza si estende una vasta area granitica caratterizzata da affascinanti massi scolpiti dal tempo e dalla natura come le cime del Monte Pizzuri (883 m).

 

Programma Cortes Apertas